Il territorio

  L'Adda forma il lago di Como, nasce dallo Stelvio Il lago si divide in due ramied attraversa la Valtellina, ha  una lunghezza di 51 Km, una larghezza di 4,4 Km, un perimetro di 187 Km, e una profondità massima di 410 m. Il lago, a Bellagio, si divide in due rami:il  ramo di Como, a ponente, il ramo di Lecco, a levante. Il lago si chiama anche Lario, infatti gli antichi Romani lo chiamarono "Larios Lacus Comancinus", o anche "Lago giardino", per la bellezza delle sue ville circondate da splenditi parchi e giardini. Fin dai tempi antichi le strade che portano a Lecco sono: la strada che, costeggiando il lago, si divide in due rami, di cui uno porta nella Svizzera attraverso il Passo dello Spluga e l'altro in Valtellina e al Passo dello Stelvio. La strada che attraversoIl lago dal satellite il ponte sull'Adda; si divide pure in due rami: uno per Como e all'altro per Milano. Il territorio Lecchese va da un’altitudine minima di 198 metri a quella massima di 1875 metri. La conca nella quale giace Lecco è circondato, a nord, a est e a sud-est, da una catena montuosa di notevole altezza, calcarea e dolomitica, dominata dal Resegone, e ad ovest dai rilievi collinosi della Brianza nord-oientale che culminano nel Monte Barro. Nella storia geologica dell’Italia, uno dei maggiori geologi lecchesi, l’abate Antonio Stoppani, ha scritto: Il territorio lecchese è un grande e meraviglioso episodio della dispersione del terreno erratico per opera degli antichi ghiacciai. Infatti la zona lecchese è caratterizzata da molti segni del fenomeno glaciale, tra cui molte formazioni moreniche, in gran parte ormai corrose e terrazzate, e i numerosi massi erratici, oggi quasi tutti distrutti dalla mano dell’uomo, i pochi rimasti delimitano una linea di separazione fra la brulla parte superiore, più elevata, della cerchia montana, e quella inferiore, verdeggiante. Il clima è dolce, cosicché alcuni luoghi più soleggiati e riparati dai venti, specialmente lungo le sponde del lago, si sono prestati nel tempo anche per soggiorni invernali. Il lago, con la sua massa d’acqua, è nel periodo invernale una sorgente di calore, e infatti la sua temperatura non scende mai sotto i 7°, mentre in estate l’alternarsi dei venti rende più gradevole il soggiorno in confronto alle pianure.

Le origini

NBuco di Laorcaei tempi antichissimi la zona di Lecco, come molte altre, era interamente coperta da enormi strati di ghiaccio. Comparvero allora gli animali preistorici, i mammouth, dinosauri, orsi, cervi che a torme percorrevano le terre disabitate dell'Europa. I grossi lastroni di ghiaccio si sciolsero a poco a poco, lasciando vedere la terra, che cominciò a rivestirsi di fitti boschi. Dai monti cominciarono a scendere i corsi d'acqua, e nella conca lasciata dal ghiaccio, si formò il lago. Attualmente i monti, un tempo assai più alti e coperti da foreste di conifere entro le quali girovagavano il lupo e l'orso, sono quasi nude e solo qua e là crescono alcuni larici e pini. Qualche osso di questi mastodontici animali fu trovato nel "Buco del Piombo" presso Erba, nel "Buco dell'Orso" presso Laglio, nel "Buco di Città di BarraLaorca" sopra Lecco. Ben presto la razza umana si estese su tutta la superficie della terra lasciata libera dal ghiaccio ed anche la zona di Lecco, a poco a poco si popolò di gente che, come tutti gli altri uomini primitivi, viveva di caccia e di pesca e si vestiva con pelli di animali catturati. Gli abitanti del nostro territorio si dedicarono alla pastorizia e all'agricoltura, più tardi si dettero  anche al commercio e,  navigando sul lago e sul fiume Adda, scambiarono i loro prodotti con gli abitanti delle terre vicine: specialmente con la Valsassina e la Brianza. Gli storici sostengono che poco prima del 1000 avanti Cristo, giunsero tra noi i Liguri. Questi però non avevano le tradizioni marittime, ma caratteri legati alle pianure, e ai paesi a settentrione delle Alpi. I Liguri, mescolandosi con le genti locali, originarono la civiltà di Golasecca, da noi si sono rinvenuti alcuni oggetti,  anelli e spille a Olate, Ballabbio e Introbio. Poi giunsero i Celti o Galli (alti di statura e rossicci, i popoli locali li chiamarono Orobi che significa provenienti dalle montagne) popolo nomade e barbaro proveniente dalle Alpi, i quali fondarono la città di Barra e Luciniforo in posizione un poco elevata. Barra sorgeva sulle falde del Monte Barro, mentre Luciniforo sorgeva sul colle di Santo Stefano, ai piedi del Monte S.Martino. I Celti sono stati i migliori organizzatori della vita dei villaggi in quel tempo, infatti ad essi sono stati attribuiti molti nomi dei paesi. Così è possibile che Lecco prenda il nome dalla tribù dei celti Leuki, oppure che si riferisca a vocaboli indoeuropei (il celtico a quei tempi era un lingua indoeuropea): Locas, Lucus, Leucos, che equivalgono a campo o paese. Nel 196 a.C. i Romani occuparono Como e molti castelli celtici della zona. Questi tramandarono il ricordo delle principali città che trovarono sul loro cammino: Como, Barra, Liciniforo. Si pensa che Barra corrispondesse alla città che le cronache del medioevo, intorno al 1340 circa, ricordavano come più importante di Milano.