La Resistenza

Quando la sera dell’otto settembre 1943, la radio nazionale annunciò l’armistizio, è il momento della disfatta e della resa dei conti di una guerra dichiarata da Mussolini il 10 giugno 1940; una passeggiata con la quale con poche migliaia di morti il duce avrebbe acquisito l’opportunità di sedersi al tavolo della pace come vincitore. Anche a Lecco quella sera, dopo la comunicazione, la gente si riversò per le strade senza rendersi conto delle possibili ritorsioni delle truppe tedesche. I soldati abbandonano la caserma che viene saccheggiata, e le armi distribuite dal comandante ai comitati costituitisi, armi che in parte vengono trasportate nei sotterranei della Chiesa della Vittoria. In città a dir il vero circolano già armi. Nel rione di Rancio, di particolare tradizione socialista, molta gente risulta essere già armata. Mentre i soldati cercano abiti borghesi e la gente non sa cosa fare si diffonde la notizia che soldati tedeschi stanno arrivando a Lecco. Due formazioni partigiane si organizzano a Erna, ai piedi del Resegone, ed ai Piani Resinelli, ai piedi delle Grigne. Accorrono a rafforzare le formazioni giovani della zona del lecchese e del milanese. Per molti di loro le montagne sono un rifugio, impossibilitati al ritorno nelle proprie case per la presenza delle truppe tedesche. Molti di questi scesi in città, talvolta con leggerezza, vengono arrestati. Il gruppo di Erna effettua un attacco in Valcava, sul versante bergamasco del Resegone, ad una postazione antiaerea. Viene costituito dal coadiutore di Acquate, don Martino Alfieri, il comitato di Acquate che indirizza in Erna ex prigionieri di guerra anche di altre nazionalità, fornisce vettovaglie, assistenza medica e spirituale. Complessivamente le formazioni, per la maggior parte armate, erano costituite ai Piani Resinelli di circa 120 uomini, Campo Piani d'Ernade’ Boi 140, Erna 130, Culmine di S. Pietro 50, Valsassina 110. In Erna, la cima più bassa del monte Resegone, offre varie possibilità di fuga verso la Valsassina e le valli Bergamasche mentre i Piani Resinelli, con poche possibilità di fuga, offre numerose asperità ove nascondersi. Il 17 ottobre 1943 i tedeschi occupano Lecco e la Valsassina. Il 18 ottobre attaccano i Piani Resinelli dove perquisiscono casa per casa senza trovare alcuno. Alcuni reparti attaccano Erna salendo da tutti i punti di accesso: da Ballabio, da Campo de’ Boi, dal Passo del Lupo. La formazione ingaggiò una battaglia per consentire la fuga verso la Valle Brembana ed Imagna sul versante Bergamasco. Nessun partigiano cadde ma le truppe tedesche ritirandosi, irritati per lo scarso risultato, sfogarono la loro rabbia bruciando case, baite, rifugi alpini, fienili. All’indomani della battaglia la gente accorsa alla capanna Stoppani trovarono i corpi dei caduti che avevano impegnato il contingente tedesco. La battaglia di Erna rispecchia, a fasi alterne, la guerra partigiana delle formazioni presenti sulle montagne del circondario. Per la partecipazione alla Lotta di Liberazione, la città di Lecco fu insignita nel 1976 di medaglia d’argento al Valor Militare, consegnata in una memorabile cerimonia allo stadio comunale dal Presidente della Camera On. Sandro Pertini.