Vicolo San Giacomo
Il vicolo San Giacomo viene ,nei giorni nostri, ricordato come il vicolo che porta al supermercato. Nei secoli passati l’area dove sorge il supermercato era occupata dalla chiesa e dal cimitero del convento dei Padri dell’Osservanza, dedicato all’apostolo San Giacomo. Nel 1528, Gian Giacomo Medici, detto il Medeghino, Conte di Lecco, preoccupato della vicinanza del convento alle mura del borgo, e temendo che in caso di assedio potesse servire come base a eventuali nemici, lo fece abbattere tra le contestazioni dei lecchesi legati da stima e affetto a quei buoni frati. Nell'abbattere la chiesa, un pilastro, dove stava dipinta una Madonna, resistette ai colpi di piccone degli operai, meravigliati, attribuirono il fatto ad un miracolo e risparmiarono il pilastro. Questa Madonna venne chiamata la Madonna del pilastro e in suo onore venne costruita una piccola chiesa. Ora, purtroppo, una piccola targa con scritto Vicolo San Giacomo è tutto quello che rimane del convento, della chiesa e del cimitero.
Vicolo della Torre
Il vicolo della Torre è un comodo passaggio da Piazza XX Settembre a Largo Europa e, uscendo dalla sua ombra un po’ lugubre a causa del muraglione in pietra della torre Viscontea, abbiamo la visione del lago. Quando Lecco era cinta dalle mura qui si apriva una delle tre porte, detta Porta Milano o Porta Castello, e il vicolo deve ora il suo nome alla Torre Viscontea che sovrasta le case costruite attorno dopo che le mura del borgo vennero smantellate per volere di Giuseppe II d’Austria nel 1784. Il vicolo viene anche chiamato dai lecchesi “Vicul di Presun”(vicolo delle prigioni). Nel 1816 l’architetto Bovara adattò la torre a prigione fino al 1932. All’interno del vicolo un tempo vi era un’area che faceva parte del cortile del castello e qui nel 1555 i soldati della guarnigione spagnola, per volere del governatore Francesco Peres de Guevara, costruirono una piccola cappella e dedicata a Nostra Signora di Loreto. Quest’area è stata individuata nel locale dove in passato sorgeva una pizzeria, alcuni vecchi portali di pietra attestano l’antica origine del vicolo.
Vicolo del Torchio
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Risalendo via Mascari, dopo l’incrocio con via Bovara, troviamo sulla sinistra un buio porticato con dei gradini che scendono e che portano al Vicolo del Torchio. Questo vicolo era molto sudicio e unto, infatti nei tempi lontani si torchiavano olive, noci e altri semi per ricavarne olio. Le rive del nostro lago erano molto predisposte alla coltivazione di ulivi, grandi barconi portavano le olive al mercato di Lecco, dove venivano immagazzinate in questo vicolo in attesa della torchiatura. Ora questo vicolo è stato ripulito, le case sono state imbiancate, ma il vicolo parla ancora del suo passato. Guardando in alto, sul retro di una casa che da su via Mascari, si può notare una grande finestra con grosse inferriate, Pare che verso la fine del 1700 questa antica casa era sede del tribunale del Borgo. Le cantine delle case di questo vicolo e del vicolo Granai altro non erano che vecchi sotterranei che nel tempo passato si snodavano nel sottosuolo collegando le porte del borgo con uno sbocco al lago.
Vicolo dei Granai
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A due passi dal Vicolo del Torchio, con una scalinata simile che scende protetta da un arco, si trova il Vicolo dei Granai che comprende una piccolissima piazzetta. In un tempo passato in questa piazzetta il grano veniva pesato, contrattato e riposto nei magazzini del vicolo.