Nostra Signora Della Vittoria

All'inizio della Via Azzone Visconti, proprio affacciandosi sulla centralissima piazza Alessandro Manzoni, si presenta con le sue linee imponenti e severe il Santuario "Nostra Signora della Vittoria". Nel tempio si venera l'icona della Madonna Nicopeia, Regina delle Vittorie ed è conservato l'antico quadro della Madonna con i bambini, già conservato nella Prepositurale di San Nicola, fatto trasportare nel Santuario dall'Arcivescovo di Milano Card. Schuster. La consacrazione è stata effettuata dal Cardinale Schuster il 5 novembre 1932, ma l'idea della costruzione era iniziata ben prima durante la grande guerra. I numerosi caduti che non avrebbero fatto più ritorno a casa, nonché l'esigenza di un nuovo punto di culto in una zona sempre più popolosa e lontana dalla basilica di S. Nicola, portarono all'acquisto dell'area necessaria nel 1917, nonché alla posa della prima pietra nel 1918. I mezzi finanziari necessari per l'acquisto del terreno arrivarono grazie al ricavato di una vendita di un fabbricato, sito in via F.lli Cairoli, donato per tale scopo da una lecchese d'adozione "Domenica De Dionisi Ved. Manzoni". La costruzione prese il via più tardi grazie all'apporto di ulteriori mezzi finanziari reperiti grazie all'opera di raccolta di un gruppo di volonterosi uniti dall'allora vicario spirituale don Salvatore Dell'oro. Il santuario veniva costituito dallo stesso Car. Schuster in Rettoria ed affidata agli "Oblati Vicari dei Santi Ambrogio e Carlo". L'architetto Piero Palumbo di Siena ha voluto imprimere una monumentalità al santuario utilizzando vari materiali. Il tempio, rivelando riminiscenze romaniche, con grandi pareti in muratura completamente disadorne, ottiene, con carattere semplice, un effetto grandioso e severo.

La cripta è dedicata alla memoria dei "Caduti Lecchesi" e ne conserva le spoglie. Alcuni affreschi, strappati dalla chiesa di San Giacomo degli Zoccolanti a Castello sopra Lecco, demolita nel 1936, hanno trovato collocazione in questo tempio: di scuola lombarda del primo '500 è la "Madonna fra Sant'Antonio abate e San Rocco", mentre attribuiti ad allievi di Gaudenzio Ferrari è la "Crocefissione".

La torre campanaria, alta 61 metri, completata il 18 ottobre 1940, custodisce la "campana dei caduti". Arrivata in città il 4 novembre 1968, in occasione del cinquantesimo anniversario della Vittoria, ogni sera alle 19, con i rintocchi dell'Ave Maria ricorda i caduti di tutte le guerre.

Il 5 novembre 1972 don Aldo Cattaneo, celebrando i quarant'anni della consacrazione, affermava che il tempio si tratta di un "santuario non di miracoli, se per miracoli si intendono guarigioni istantanee, apparizioni, lacrimazioni, ma devozionale, dove la Grazia lavora prodigiosamente nelle anime, ogni giorno, e insieme tempio civico in memoria dei Caduti per la patria, una falange dei quali attende il giorno della risurrezione nella cripta-ossario".

La festa del santuario si celebra l'otto dicembre.

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