Basilica di San Nicolò
Nel
periodo altomedievale, quando Lecco era ancora
borgo, la basilica non era ancora dedicato a San Nicolò,
solo in età comunale è accertabile lintitolazione.
Ledificio venne ricostruito tra la fine dellXI e
linizio delXII secolo, proponeva uno schema architettonico
romanico a tre navate,di cui la centrale la più alta è
soffittata con tavole lignee dipinte. Latrio laterale, in
pietra molera, venne chiuso a fine Trecento e trasformato nella
cappella di
SantAntonio abate,ora battistero, che conserva
pregevoli affreschi originali. Divenuta chiesa battesimale nel
Quattrocento, il San Nicolò subì trasformazioni
significative a fine Cinquecento: dellepoca è il
magnifico fonte battesimale provvisto
di cibori ligneo a tempietto. Ledificio ebbe una nuova
facciata, su disegno di Giovanni Maria Fontana, entro il 1774. Tra il
1830 e il 1862 divenne il cantiere principale dellarchitetto
Giuseppe Bovara, cui si devono,
sostanzialmente, limpianto e la
fisionomia attuale della chiesa. I Lecchesi volevano dotare la loro
basilica di un campanile che fosse simbolo e vanto della loro chiesa
e della loro città, sostenuti dal Prevosto di Lecco, Antonio Mascari. L'incarico di redigere il progetto fu affidato all'ingegnere
Gattinoni.
Il campanile fu eretto sopra un baluardo circolare, una
volta torione della vecchia fortezza del borgo.
Purtroppo nel 1894 i
lavori vennero interrotti per mancanza di fondi. Per portare a
termine
l'opera, contenendo la spesa, il progetto fu modificato
dall'architetto Cerutti e nel 1904 il nostro bel campanile, di 96
metri, fu terminato. Tolte dal vecchio campanile le cinque campane,
fuse nella fonderia di Grosio, e aggiuntene altre quattro, i lecchesi
poterono ascoltare nella notte di Natale di quell'anno un
festoso concerto di nove campane a coronamento dello sforzo e del
sacrificio sopportato da tutti i Lecchesi per portare a termine il
loro campanile. Al 1925 risale, infine il decisivo programma
decorativo a fresco di Luigi Morgari.