Santuario della "Madonna Addolorata" alla Rovinata
Se ci si incammina lungo il torrente "Bione", percorrendo la strada che da Germanedo sale verso i monti, giunti al ponte, la strada termina per seguire poi con un una mulattiera ripida e raggiungere i pascoli di Neguccio e del Campo de' Boj. A lato della mulattiera seguono le cappellette, un tempo affrescate da Giovanni Tagliaferri, pittore verista appartenente alla famiglia "Tagliaferri" di Pagnona (gruppo di artisti che dal 1752 al 1940 sono da annoverare fra i più interessanti artisti del lecchese), raffiguranti il mistero del "Santo Rosario", ora cancellate e sostituite con sculture di Fulvio Simoncini (scultore intimista) raffiguranti le Quindici Stazioni della "Via Crucis". Al termine delle cappellette c'è il Santuario dell'Addolorata alla Rovinata. La denominazione del luogo, "La Rovinata", è dovuto alla frana abbattutasi nel 1849, i cui massi risparmiarono la cappellina con l'immagine della Beata Vergine. Si gridò in quell'occasione al miracolo e il sito divenne un accorrere di pellegrini da Germanedo e dai comuni vicini di Acquate, Maggianico e Lecco.
Il fervore e la generosità dei pellegrini, contribuirono a realizzare l'idea, dell'allora parroco di Germanedo don Andrea Magni (dal 1847 al 1894), di trasformare la cappellina in santuario. La generosità non fu solo nel conferire le necessità finanziarie, ma anche nell'apporto di lavoro: chi divenendo muratore, chi nel portare il materiale come cemento, sabbia e legna. Fu così che il 16 agosto 1859 fu benedetta la nuova chiesa ponendo sull'altare il dipinto di "Maria Addolorata". Dopo essere saliti fin quassù, si può aprire lo zaino per mangiare sul prato e concedersi un attimo di sosta e di meritato riposo.