Castello

Nel 1863, per distinguere la località da altri numerosi comuni omonimi, assunse la denominazione “sopra Lecco”. Tutta la zona compresa fra Viale Turati, S. Stefano, Olate e Bonacina faceva parte del comune che risultava essere il più popoloso della vallata. Numerose le residenze ed i palazzi: la sede museale di palazzo Belgioioso, la residenza di Don Rodrigo allo Zucco di Olate rifatta nel 1937 nonché la Villa Manzoni al Caleotto. La chiesa parrocchiale dedicata ai santi Gervasio e Protasio fu la sede della prepositura prima del trasferimento alla basilica di S. Nicolò nel 1584. Il campanile fu rifatto nel 1816 su progetto dell’arch. Giuseppe Bovara, come pure del Bovara è la villa Brini che sorge a fianco della parrocchiale. Il condominio di Via Seminario, con l’annessa chiesa cinquecentesca di S. Maria Maddalena e chiostro del 1700, era convento dei benedettini dal 1532,  poi seminario  fino al 1839.

Grande impulso ebbe la lavorazione del ferro sfruttando il corso d’acqua ricavata dal torrente “Gerenzone”: la Fiumicella. Nel comune si concentrano, tra la fine del 1800 e l’inizio del 1900, le più grandi industrie del territorio lecchese: le ditte Badoni, Fiocchi e l’acciaieria del Caleotto


Soprannome: Scarpascés (strappa siepi)

Monelli, scapestrati.

La GrandeLecco