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Scendeva
dalla soglia d'uno di quegli usci, e veniva verso il convoglio, una donna,
il cui aspetto annunziava una giovinezza avanzata, ma non trascorsa; e vi
traspariva una bellezza velata e
offuscata, ma non guasta, da una gran
passione, e da un languor mortale: quella bellezza molle a un tempo e
maestosa, che brilla nel sangue lombardo.
Portava
essa in collo una bambina di forse nov'anni, morta; ma tutta ben
accomodata, co' capelli divisi sulla fronte, con un vestito bianchissimo,
come se quelle mani l'avessero adornata per una festa promessa da tanto
tempo, e data per premio.
Un turpe
monatto andò per levarle la bambina dalle braccia, con una specie però
d'insolito rispetto , con un'esitazione involontaria. Ma quella, tirandosi
indietro, senza però mostrare sdegno né disprezzo, - no! - disse: - non
me la toccate per ora; devo metterla io su quel carro: prendete -. Così
dicendo, aprì una mano, fece vedere una borsa, e la lasciò cadere in
quella che il monatto le tese. Poi continuò: - promettetemi di non
levarle un filo d'intorno, né di lasciar che altri ardisca di farlo, e di
metterla sotto terra così.
La madre,
dato a questa un bacio in fronte, la mise lì come sur un letto, ce
l'accomodò, le stese sopra un panno bianco, e disse l'ultime parole: -
addio, Cecilia! riposa in pace! Stasera verremo anche noi, per restar
sempre insieme. Prega intanto per noi; ch'io pregherò per te e per gli
altri -. Poi voltatasi di nuovo al monatto, - voi, - disse, - passando di
qui verso sera, salirete a prendere anche me, e non me sola.
- Che
diamine...? - cominciava Renzo, alzando anche lui le mani verso la donna;
ma questa, perduta la speranza di poterlo far cogliere all'improvviso,
lasciò scappare il grido che aveva rattenuto fin allora: - l'untore! dàgli!
dàgli! dàgli all'untore!
- Chi? io!
ah strega bugiarda! sta' zitta, - gridò Renzo; e fece un salto verso di
lei, per impaurirla e
farla chetare.
Nello
stesso tempo, s'aprì di nuovo la finestra, e quella medesima sgarbata di
prima ci s'affacciò questa volta, e gridava anche lei: - pigliatelo,
pigliatelo; che dev'essere uno di que' birboni che vanno in giro a unger
le porte de' galantuomini.
Vistosi così
tra due fuochi, gli venne in mente che ciò che era di terrore a coloro,
poteva essere a
lui di salvezza; pensò che non era tempo di far lo
schizzinoso; rimise il coltellaccio nel fodero, si tirò da una parte,
prese la rincorsa verso i carri, passò il primo, e adocchiò nel secondo
un buono spazio voto. Prende la mira, spicca un salto; è su, piantato sul
piede destro, col sinistro in aria, e con le braccia alzate.
- Bravo!
bravo! - esclamarono, a una voce, i monatti, alcuni de' quali seguivano il
convoglio a piedi, altri eran seduti sui carri, altri, per dire l'orribil
cosa com'era, sui cadaveri, trincando da un gran
fiasco che andava in
giro. - Bravo! bel colpo!
- Sei
venuto a metterti sotto la protezione de' monatti; fa' conto d'essere in
chiesa, - gli disse uno de' due che stavano sul carro dov'era montato.
- Lascia
fare a me, - gli disse un monatto; e strappato d'addosso a un cadavere un
laido cencio, l'annodò in fretta, e, presolo per una delle cocche,
l'alzò come una fionda verso quegli ostinati, e fece le viste di
buttarglielo, gridando: - aspetta, canaglia! - A quell'atto, fuggiron
tutti, inorriditi; e Renzo non vide più che schiene di nemici, e calcagni
che ballavano rapidamente per aria, a guisa di gualchiere.
- Va', va',
povero untorello, - rispose colui: - non sarai tu quello che spianti
Milano.
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