Lecco

Nel 1914 ad Acquate sono state scoperte 3 tombe galliche contenenti armi di ferro, tra cui una punta per lancia e un pugnale, anelli e fermagli, vasi di terra cotta, lucerne e cesoie in ferro per la tosatura delle pecore. (età del Ferro IX-IV  sec. A.C.). 

Anelli

Anelli

Spilla

Fermaglio

Cesoie

Coltello

Punta di lancia

 

 

Nel 1928  Località Giazzera tombe, con  sarcofaghi, gallico/romaniche contenenti anfore, bracciali, anelli e fermagli per cinture.

   

 

 

Lecco Colle di Santo Stefano nel XVIII , durante i lavori sull’edificio della chiesa venne ritrovata una lapide tombale  con scritto presbiter Virgiluus (prete Virgilio), ivi sepolto, risalente al 535 d.C., e un cucchiaio romano. Sul monte San Martino vengono rinvenute, sotto una roccia, delle ossa umane, tra cui un cranio femminile sottoposto a trapanazione in vita. (età del Bronzo 2200-1600 a.C.).

Le tombe erano costruite come camerette in muratura o piccole case dal tetto a due falde coperte da tegole, chiamate anche tombe alla cappuccina). Le ossa del defunto potevano essere bruciate e poste poi in un vaso coperto, oppure si potevano inumare le salme. I due riti si trovano insieme, anche se si pensa che l’inumazione fosse propria dei Romani e l’incinerazione degli indigeni. All’interno si ponevano oggetti, secondo la ricchezza della famiglia e secondo il mestiere del defunto. Sopra la tomba alcune volte veniva posta una stele, conficcata nel terreno in modo che fosse visibile.

In alcune tombe si lasciava una cameretta laterale dove stavano alcuni oggetti come coltelli o vasi. Nella necropoli di Figina si è potuto scoprire che il defunto teneva le mani dentro la cameretta laterale con un bicchiere di vetro, nel giorno dell’anniversario della sua morte, i parenti giungevano nei pressi della tomba e consumavano un pasto rituale in onore dei defunti ed allora scoprivano la camera laterale e versavano nel bicchiere un poco di latte, come a rinnovare l’antica comunanza di vita col caro defunto.

Presso Castello viene rinvenuta un’ara di marmo bianco, risalente all’età romana, dove si legge la scritta IOVIOM (a Giove ottimo massimo) è la dedica alla divinità della religione ufficiale dello stato fa pensare che lì si trovasse un’area sacra delle più importanti, sulla quale forse venne eretta poi la chiesa principale della città.  

 

 

 

 

 

In località San Giovanni viene rinvenuto un pugnale in bronzo del XIV-XVI secolo a.C.

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