e fortificazioni dei "Piani di Barra" rappresentano uno dei rarissimi esempi di insediamento gotico in Italia. Gli scavi, eseguiti in 12 campagne dal 1986 al 1997,  hanno portato alla luce i resti di un insediamento Gotico composto da un presidio militare e da un abitato, uno dei tanti castelli costruiti tra la fine del IV° e il VI° secolo all'imbocco delle valli e dei laghi prealpini contro le incursioni dei barbari.
L'estensione dell'abitato del Barro e la presenza di mura difensive fanno ritenere che al castello venne assegnata la doppia funzione di presidio militare e di rifugio per le popolazioni locali.
La cinta difensiva era costituita da una muratura dello spessore di circa un metro si sviluppava per 1200 metri a mezza costa nel versante sud est del monte.
A ovest le mura si biforcavano ed un troncone correva per un altro chilometro ai prati di Barra a difendere l'abitato, l'altro saliva in verticale a raccordarsi al ridotto difensivo costruito nell'area dell'eremo.

 

Nel tratto posto a sud si conservava ancora nel XVIII° secolo la porta di accesso alla "città di Barra", descritta da uno storico del tempo.
Le mura erano rinforzate da torri, una ritrovata nei pressi dell'Eremo, le altre in corrispondenza dei crinali. Una delle torri era di forma quadrata con due contrafforti a valle. Una scala interna permetteva l'accesso dei soldati al piano superiore.
La zona dove alla fine del XV° secolo sorse l'insediamento monastico dell'Eremo, venne fortificata con una cinta interna rafforzata da torri, di cui si osservano alcuni resti nel lato ovest. Da questo punto di osservazione la vista sulla vallata era molto ampia.
Tra il V e il VI secolo l'abitato doveva comprendere almeno quindici edifici distribuiti in modo pianificato su circa 8 ettari.
Grande edificio ad ali Oltre all'abitazione più grande, occupata dal capo dell'insediamento, gli altri edifici avevano dimensioni fra gli 80 ed i 300 metri quadri, erano a due piani con piante variabili da uno a tre ambienti e portico sorretto da pilastri. La vita quotidiana e le attività artigianali si svolgevano prevalentemente nelle aree porticate.
Le abitazione furono costruite da operai specializzati, mentre le successive modifiche: aggiunte di locali, riparazioni varie, avevano una qualità molto bassa. Almeno due edifici vennero distrutti da un incendio, altri crollarono naturalmente.
Isolato su di un rialzo  sorgeva un vasto edificio abitato da un personaggio importante, forse il capo diGrande edificio ad ali tutto l'insediamento.
La costruzione era a due piani e si articolava in tre ali disposte intorno ad un cortile, il quarto lato era delimitato da un muro di cinta con l'ingresso principale.
I locali avevano murature in pietra e pareti intonacate, mentre pilastri di legno sorreggevano il primo piano e il tetto ricoperto da tegole. Nell'ala principale del palazzo una scala permetteva l'accesso al primo piano e ad un locale di rappresentanza con pareti in parte affrescate. Nella stanza sono stati ritrovati molti oggetti che indicavano lo stato sociale del personaggio che vi risiedeva: una corona in bronzo (probabilmente appesa la trono), un prezioso bicchiere con decorazioni a colonnine, catenelle con crocette in bronzo, guarnizioni di cofanetti in ferro e bronzo. Ricostruzione corona sospensoria Le finestre di alcune stanze del piano superiore erano protette da vetri, i locali del piano terra erano distinti alle attività domestiche e di cucina, un vano in particolare era stato utilizzato come dispensa, nelle ali laterali vivevano i servi.
L'edificio venne distrutto da un incendio e non più ricostruito.
L'edificio numero sette occupava il lato est di un terrazzo insieme ad altre due abitazioni. Era formato da tre ambienti costruiti uno dopo l'altro su una superficie di 150 metri quadri.
All'inizio era un corpo di guardia ad un unico vano, aveva due lati seminterrati, ingresso sul lato sud, pavimenti in terra battuta con focolari.
 In seguito venne ampliato e utilizzato come abitazione. In un vano vi era una scala che portava al piano superiore, mentre un terzo locale era diviso in tre parti e delineate da una palizzata in legno. Sotto la scala è stato trovato un vaso in ceramica per la conservazione degli alimenti.FusaioleFusaioleFusaiole
Gli strumenti di lavoro in ferro ritrovati negli scavi sembrano limitati a un bisogno interno degli abitanti. Coltello Si tratta di vanghe, lame di coltelli, punte di piccone. Nell'edificio grande sono state ritrovate fusaiole che documentano l'attività della filatura e il peso di una stadèra, un tipo di bilancia molto Piccone diffusa nel mondo antico. Le uniche attività artigianali negli edifici si riferiscono alla fusione del bronzo. Nei portici degli edifici 4 e 5 sono stati ritrovati un grande focolare rettangolare con cappa in ramaglie rivestita di argilla e fosse di fusione.
 Durante gli scavi sono stati ritrovati i resti di una cCrocettaorona a sospensione in bronzo. Essa è composta da una fascia in lamina decorata a traforo, da pendenti ornamentali in  pasta vitrea blu e verde e da quattro catenelle che ne permettevano la sospensione. All'epoca corone di questo  genere costituivano un simbolo di sovranità.
Olla  Altri oggetti di ornamento sono anelli in bronzo, fibbie e fibule, bracciali, crocette con catenelle in bronzo, due speroni da cavaliere, e 20 monete, l'ultima delle quali coniata dalla zecca di Ravenna, sotto re Vitige, tra il 536  ed il 540, nel pieno della guerra goto-bizantina.
Oltre ai reperti in metallo, sono stati recuperati molti manufatti, che vanno dai recipienti per conservare le scorte alimentari, a quelli in ceramica comune, priva di rivestimento, è composta da olle, capaci recipienti per conservare e cuocere i cibi, dai loro coperchi, e da altri coperchi più ampi e provvisti diLucerna presa Bicchiere a colonnine circolare impiegati per cucinare al riverbero della fiamma. Per la cottura dei cibi venivano anche usate pentole in pietra provenienti dalle cave Valdostane, del Canton Ticino e della Valtellina.
Dall'area nord del grande edificio sono stati rinvenuti i resti di molti bicchieri a calice, un prezioso esemplare di bicchiere a colonnine , una lucerna in vetro ed oggetti in osso.

 

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