Cartina ritrovamenti archeologici

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Secondo
gli studiosi, tra cui Antonio Stoppani l’iniziatore della
geologia
e della paleontologia lombarda, prima dell’apparizione
dell’uomo, la Valsassina e la conca di Lecco erano accupate
da
un ghiacciaio. Con lo scioglimento dei ghiacciai, comparvero gli
animali, poi i rettili come Lariosauri e Mosasauri, i cui resti si
trovano pietrificati nelle rocce del Resegone e della Grigna. Il
clima divenne poi più caldo, emersero le terre e nelle
vallate
correvano rinoceronti, orsi, qualche traccia dei quali si ebbe in
varie caverne della zona. Parecchie migliaia di anni dopo vennero gli
uomini; le prime testimonianze risalgono a circa 100.000-35.000 di
anni fa, nel periodo Paleolitico Medio con ritrovamenti che indicano
un sito frequentato da un gruppo di cacciatori neanderthaliani, altri
ritrovamenti risalgono al periodo Paleolitico superiore 35.000.10.000
di anni fa. All’inizio del Mesolitico il clima divenne
più
mite, permettendo all’uomo condizioni di vita migliori, la
sopravvivenza era basata sulla caccia, i
niziarono
la prime scoperte quali l’arco, e le reti per la pesca. Le
abitava erano collocate sulle alture e ci sono armi e oggetti vari
che ne testimoniano il passaggio. Con l’inizio del Neolitico
si
difuse l’agricoltura e l’allevamento, con la
produzione
della ceramica e degli utensili in pietra levigata. In seguito, alla
fine del periodo neolitico e con l’inizio
dell’età
del bronzo(2200-1650 a.C.), si svilippa la cosiddetta
“civiltà
di Polada”, stabilita su villaggi di palafitte, dove sono
stati
ritrovati rozzi vasi di terracotta, somiglianti ad altri trovati in
Jugoslavia e datati intorno al 1500 avanti Cristo.